Quando il bene supera i confini del giorno

E' stato un grande onore per la nostra scuola S. Cuore poter essere protagonista della prima parte dell'attesa visita delle reliquie dell'amato Padre Fondatore Beato Luigi Caburlotto. La presenza spirituale e carismatica del progetto di evangelizzazione e sostegno ai più piccoli del Beato si è rinnovata con la traboccante gioia dei nostri bambini, delle famiglie e dei tanti ex alunni che si sono riuniti condividendo gli importanti ricordi dei più i cento anni di vita dell'asilo. Consapevoli che viviamo ancora oggi in una realtà straordinaria, grazie alla lungimiranza e generosità del Beato Caburlotto e della Famiglia Religiosa delle Figlie di S. Giuseppe, il ringraziamento della Comunità tutta si è espresso con la numerosa e sentita partecipazione ai festeggiamenti. 

"Arte del cuore" la definiva il Beato ed è questo il motto che ci muove a ricominciare ogni giorno con fiducia e passione nonostante le difficoltà, gli inevitabili inciampi, i tempi che cambiano e gli anni che si susseguono veloci. Tanto l'amore che ispirò e fu capace di seminare lo vediamo nei germogli che custodiamo con cura come gli attuali più di 70 bambini, perché il vero bene è davvero quello che ritroviamo e rinnoviamo giorno dopo giorno.

Un bene così contagioso quello del Beato capace ancora oggi di coinvolgere adulti di altre realtà come gli sportivi della remiera G.S. Voga Veneta Mestre. Quattordici poderosi e eleganti remi hanno reso onore, con l'imbarcazione ammiraglia "Mestrina", alle reliquie traslando da Venezia a San Giuliano la teca del Beato Luigi. Un gesto di comunione e affetto per quella che era la famiglia di provenienza del Beato Caburlotto essendo il padre "gondoliere de casada" e rinnovando il legame d'acqua tra la città di provenienza con la "terra di missione". 

Con il cuore colmo di gratitudine ci affidiamo alla Sua intercessione per una costante benedizione della nostra scuola e di tutta la Comunità.

Per il Sacro Cuore,

Daniela Costantini, Presidentessa

 

Dolcezza, discrezione, perseveranza: ecco le armi di un educatore. Mons. Luigi Caburlotto