Cattedrale di Vittorio Veneto – Scuola S. Giovanna d’Arco – Treviso

Restituire la visita: questo si è pensato. Il beato Luigi Caburlotto ha ricevuto molte visite a Venezia, nella cappella dove Sorelle, singole persone e gruppi sostano in preghiera, ascolano l’eco della sua vita, delle sue parole, godono il conforto che emana dalla sua presenza, gli affidano messaggi da presentare al Signore.

Quest’anno, mentre ci prepariamo a celebrare i 170 anni della fondazione del nostro Istituto, desideriamo condurlo a restituire la visita in una sorta di pellegrinaggio o di incontri nei luoghi dove è giunta la sua presenza e dovunque sia possibile.

Una reliquia, segno concreto, accompagna il cammino. Si sosta a far memoria attiva della luce di santità che risplende sul suo cammino, si prega insieme, gli si affidano le nostre intenzioni.

31 maggio 2019 - Il Collegio S. Giuseppe, nel quale dal 1927 ha preso ospitalità la Scuola S. Giovanna d’Arco, aperta cinque anni prima in una casa al centro della città di Vittorio Veneto, è un’opera fondata dallo stesso Beato Luigi Caburlotto nel 1860. Qui le pietre parlano di lui, le memorie, la storia, i doni che ha lasciato. E allora non era possibile celebrarlo senza lasciarlo camminare ancora tra noi, senza incontrarlo personalmente. Egli disse: “Su questa Casa ho posto molte speranze”.

La celebrazione eucaristica con la venerazione della reliquia è avvenuta la sera del 31 maggio, ma preparata da molto tempo prima.

  • 8 cartelloni, uno per classe per conoscere don Luigi -

La cl 1^ Primaria ha raccontato l’arrivo di don Luigi e delle prime 7 suore, il viaggio, la festa della città, la poesia di due bambine. I bambini sanno cogliere particolari speciali e comporre una pagina di giornale su cui riflettere.

La 2^ Primaria il passaggio dalla Casa provvisoria al Collegio S. Giuseppe. Hanno anche meditato parole di don luigi e scelto un suo pensiero: Maria ci ama come suoi veri figli ed è sempre pronta ad aiutarci!

La classe 3^ Primaria ha scoperto che, quelli che noi chiamiamo “casi”, in realtà sono provvidenza di Dio. Perché il vescovo e il podestà di Ceneda hanno cercato don Luigi a Venezia per aprire una scuola? Ci fu di mezzo un matrimonio, ma se volete saperne di più dovrete interrogare i nostri piccoli amici.

Le classi 4^ e 5^ Primaria hanno incontrato idealmente le loro compagne di ben 160 anni fa per conoscere cosa facessero a scuola, cosa imparassero e con quali strumenti. A gruppi misti hanno scelto di sperimentarsi nel disegno di decorazione e nel ricamo. E hanno imparato che anche strumenti all’apparenza poveri domandano impegno, precisione, applicazione e specialmente formano ad acquisire una professionalità futura, come don Luigi desiderava. Sì perché gli stava molto a cuore che i ragazzi ricordassero questo:

Il tuo avvenire è nelle tue mani, con fermi propositi puoi costruirlo sicuro!

E questo: Oggi a scuola impari ad essere il cittadino di domani e costruisci il futuro che sogni.

(foto numero 47, 48, 49)  

I ragazzi della Secondaria di 1° grado hanno fatto conoscenza con opere “d’arte sacra” pittorica e musicale. Hanno studiato nella storia e nel significato due pale d’altare della Chiesa del Collegio, Nostra Signora del S. Cuore di Gesù (1876), opera di sr Giuseppina Carlotto d’Jorch, e S. Giuseppe, opera di Demetrio Alpago (1897), entrambe voluto e promosse dallo stesso don Luigi.

I ragazzi di cl. 1^ hanno anche visitato un capitello in via S. Tiziano, nello stesso quartiere su cui sorge la scuola per scoprire che la devozione a Maria sotto il nuovo titolo introdotto da don Ligi si diffuse tanto da dipingere la stessa immagine in un capitello.

I ragazzi di 2^, oltre a conoscere quando, perché e da chi venne commissionata e compita la tela di S. Giuseppe, hanno anche meditato sulle ragioni che spinsero don Luigi a porre Suore ed educatori sotto la protezione di S. Giuseppe. Si sono cimentati a definire quale immagine di educatore vedono e/o desiderano (tenendo conto delle indicazioni del Beato Caburlotto) e quale dovrebbe essere l’atteggiamento dell’allievo.

Ecco come si sono espressi:

L’educatore è la persona che fa crescere il seme della conoscenza e della sapienza nell’allievo perché, cresciuto, dia frutti come cittadino coscienzioso e responsabile.

In questo mondo illusorio l’unica luce della cultura siete voi insegnanti e genitori.

Dividete il vostro focolare di sapienza con noi per scaldarci e insegnarci a costruirne uno per poter accogliere qualcun altro in futuro.

 CI PIACE UN EDUCATORE CHE

sa essere simpatico, ma serio quando occorre

sa capire le difficoltà degli allievi

sa aver cura della sua persona

 L’allievo è la persona che accoglie la sapienza e la rafforza con lo studio perché sa che lo aiuterà a diventare un cittadino migliore.

Perciò è collaborativo, ascolta, è disciplinato, non disturba, si veste in modo consono.

I ragazzi di 3^, di cui molti studiano e conoscono strumenti musicali, hanno conosciuto la stima del Beato Caburlotto per quest’arte che raffina lo spirito e solleva il cuore.

 (foto numero 50, 51, 52, 53, 54)  

S.MESSA IN CATTEDRALE

La festa del Beato don Luigi cade il 7 giugno, ma a Vittorio Veneto è stata anticipata alla sera del 3 giugno e celebrata in Cattedrale, dal parroco, con invito rivolto dalla Preside prof. Michela Coan, al sindaco che è gentilmente intervenuto nonostante la recentissima elezione, ad altre autorità del territorio, i rappresentai degli Alpini, di società sportive, ecc. ma specialmente con i genitori degli allievi.

Prima della Messa i ragazzi hanno illustrato il loro percorso di conoscenza di don Luigi, e nella S. Messa si è dato molto risalto alla crescita della vita spirituale attraverso la celebrazione avvenuta nell’anno dei sacramenti della riconciliazione, della prima comunione, della Cresima.

Alla fine della celebrazione, il parroco ha invitato tutti i presenti a recitare insieme la preghiera al Beato Luigi Caburlotto perché sia sempre nostro intercessore presso Dio, è seguita la venerazione della reliquia.

Tutti hanno espresso gradimento, nonostante siano stati sforati i “tempi rapidi”. E’ stato toccante l’ingresso della reliquia scorata dai bambini della classe 1^ Primaria tutti con un fiore che hanno posto nel vaso davanti all’immagine del Beato. La preghiera dei fedeli ha allargato lo sguardo sulla chiesa e sul mondo, e naturalmente sulle famiglie e sugli allievi. I ragazzi hanno cantato, hanno ri-celebrato i sacramenti specialmente quelli appena ricevuti.

All’offertorio si fatta memoria dell’impegno educativo dell’anno: tessere trame, intrecciare relazioni buone, attraverso una cordata dei rappresentanti di tutte le classi. E di fatto solo per la collaborazione di tutte le Maestre e dei professori è stato possibile vivere con gioia questo evento.

ARB

Come S. Giuseppe, anche voi sarete graditi a Dio per le cure che presterete ai fanciulli e ai giovani che sono tanto cari al suo Cuore. Mons. Luigi Caburlotto